lunedì 10 ottobre 2011

un angolo privato

Il lavoro c'è ancora..non ho capito ancora bene in che termini ma c'è, quindi parvenza di fare qualcosa mode on.
Sono ancora a Catania a cercare di dare un senso al disegno che sono stata costretta a fare e colorare ma pazienza..una promessa è una promessa, specialmente se fatta all'uomo della tua vita. Devo ancora capire quanto resterò, quando potrò tornare alla mia vita normale e smettere di fare la nomade.
In questi giorni mi sono più volte trovata a pensare se parlare di questo angolino a chi amo; mi leggevano sul blog privato di msn e mi sono state accanto in momenti terribili della mia vita, mi hanno aiutata a rialzarmi mille volte, mi hanno strappato sorrisi, asciugato lacrime, rimproverato e perdonato. Non riesco a farle arrivare qui però; sanno di me, di cosa mi strugge in questo momento ma sono stata brava nell'ultimo anno a tenere tutto per me..tutta la sofferenza, le lacrime, tutto dentro e talvolta qui.
Io non voglio che si preoccupino ancora per me; in quel momento potevo perdere il mio faro, la mia mamma e loro erano la mia valvola di sfogo, la spalla dove appoggiarmi, erano quelle persone che si prendevano cura di me e con le quali potevo esser triste e debole dopo aver fatto "la forte" per tutta la mia famiglia. Loro c'erano quando mi ero persa alla fine di una storia di 12 anni, quando mi sentivo una fallita..perchè dare loro anche questa?? Forse perchè tra le sfide che ho affrontato nella vita questa può essere meno difficile??? o forse perchè semplicemente non accetto neanche io tutto questo?

giovedì 6 ottobre 2011

Ricordare, un pericolo

Mille volte capita di ritornare con la mente al passato, ripercorrere i passi, cercando il perchè di una deviazione, la scelta di imboccare una strada anzichè un’altra. Ricordare molto spesso è una pratica controproducente, ti induce  a riportare alla luce momenti dei quali provi una mancanza quasi dolorosa. Cerchi di vivere il ricordo in modo distaccato, ti illudi che nn ti farai trasportare ancora una volta ma è come se ogni parte, ogni cellula di te voglia riprovare quelle emozioni, riviverle per sentirti ancora viva, avere la conferma che nn sei morta del tutto, che se solo riprovassi potresti viverne di nuove; ma il tuo cuore vuole solo quelle, ostinato crudele cuore..

lunedì 3 ottobre 2011

Grazie

..a volte è difficile tradurre in parole le emozioni..hai come la sensazione di non poterle rendere, di sminuirle, di fare loro torto..
        …..le emozioni ti invadono quando meno te le aspetti e ti travolgono come un fiume in piena..non puoi aggrapparti, devi solo lasciarti andare al flusso della corrente per viverle completamente, intensamente.
       ..ognuno di noi è un piccolo e variegato mondo di pensieri, paure, sensazioni..un piccolo mondo da esplorare, da scoprire pian piano accostando l’orecchio (..solo così è possibile sentire il respiro del cuore di un altro)..e il naso per ritrovarsi a percepire odori nuovi che portano con sè reminiscenze, sensazioni antiche.
     Grazie a te ho arricchito il mio mondo, ho regalato ai miei occhi colori nuovi da ricordare, ai miei sensi ricordi da custodire..

domenica 2 ottobre 2011

Nell'attesa di riabbracciarsi...

Non ti amavo, non ancora, non all’ epoca. 
All’ epoca è così, ricordi? E’ così che comincia.
Credevo di sapere tutto, ma c’ è una cosa che non immaginavo nemmeno..che tu stavi per lasciare un’ impronta su di me.
Un’ impronta sensuale e duratura che sarebbe diventata il mio metro per misurare ogni cosa, per tutta la vita, per sempre: ogni uomo, ogni mano che mi sfiora, ogni bacio, ogni cosa, più o meno per sempre… 

venerdì 30 settembre 2011

Lavoro? Chissà..

Probabilmente non ho più un lavoro..lunedì saprò..per ora è così.
Molto bene, davvero molto bene.
Oggi rivedo Gatto...l'unica cosa che mi strappa un sorriso ed una lacrima in questo momento...ho bisogno delle sue braccia per lasciarmi andare..mi trattengo da più di un mese...ho bisogno di sfogarmi..

..ho bisogno di piangere..ma nel suo abbraccio, per non cadere.

giovedì 22 settembre 2011

Ancora Settembre..

E' passato un anno.
Dodici mesi fa ero su uno scoglio davanti al mare ad interrogarmi, a cercare risposte, a trovare soluzioni.
Un anno fa ho saputo che il mio tempo era diventato poco, il tempo per una nuova vita era ristretto.. Bisognava provare subito, bisognava scegliere: o adesso..o mai più (o quasi). A Gatto è venuto il panico; lui così organizzato, lui così sognatore, lui così spaventato. A me non andava di forzare le cose, di metterlo di fronte ad una scelta che io avevo già fatto: io voglio un bimbo, non voglio rinunciare a questa possibilità solo perchè adesso non è il momento migliore..non ho un lavoro, casa in affitto e così tante spese. Pian piano ha camminato verso di me, ha cominciato ad immaginare qualcosa di diverso dal sogno che aveva in testa per noi ed ha lasciato spazio a quello nuovo, ha cominciato a fare conti su conti ed un giorno con un sorriso mi ha detto: "Possiamo farcela"...
Non ancora. Non ce l'abbiamo ancora fatta. Ed ho paura di scoprire perchè; ho paura di esami che possano confermarci che qualcosa non va.
E mi ritrovo un anno dopo su quello stesso scoglio a cercare una forza nuova, non per una risposta ma per il coraggio di fare quella domanda..
Cos'è che non va in noi?

sabato 17 settembre 2011

A new job

Adesso c'è un lavoro, un lavoro nuovo, diverso, interessante.
Sono finalmente impegnata a tempo pieno ed i pensieri, quelli tristi, scivoleranno via da qualche parte, troveranno un cantuccio e magari per un po' mi lasceranno in pace. Spero davvero che lo facciano al più presto.
Gatto è rientrato ieri dalla Cina ma è a Torino; per rivederlo dovrò aspettare fine mese e non mi va più di aspettare, ho bisogno del contatto, ho bisogno di noi due di nuovo appiccicati.
La mia Etna (crateri silvestri)
Rivivere un po' di quella che era la mia vita qualche anno fa qui a Catania fa uno strano effetto; non sono più la stessa ma questo posto mi porta indietro nel tempo e ritorno ad essere la Deb di quattro anni fa...comincia il panico e voglio scappare..mi sento ferma, immobile, mi sento ancora addosso "quel fallimento". Faccio un po' di training autogeno e penso ad oggi, a quel che ho, a quel che mi è rimasto (solo il buono) di allora e respiro...e riesco a sentire il profumo del mare, dei fiori di zagara, della ginestra profumata...
....e infine sorrido...